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ARIANNA CASALE, ANDREA ROSADA E MARINA CASTROVILLARI:”Primi edifici di cemento armato a Torino”

Fabio Botto
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Arianna Casale, Andrea Rosada e Marina Castrovillari
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Arianna Casale, Andrea Rosada e Marina CastrovillariIn questo articolo verranno descritti e raccontati alcuni dei primi edifici realizzati con una struttura di cemento armato a Torino prima della seconda guerra mondiale.

 

https://www.provincia.biella.it/

Tutte queste costruzioni non sono solo portano in se stesse la testimonianza del progresso tecnologico all'inizio del XX secolo ma hanno caratterizzato anche l'espansione e l'immagine della città lungo tutto il novecento. 

 

 

 

Lo stabilimento FIAT del Lingotto 

https://www.provincia.biella.it/

 

Lo stabilimento Fiat del Lingotto fu progettato e costruito a partire dal 1915 dall'architetto Giacomo Mattè Trucco, incaricato dall'azienda automobilistica di realizzare un edificio che potesse riunire tutte le officine dell'azienda sotto un unico tetto.Mattè Trucco decise di realizzare la fabbrica interamente in calcestruzzo armato (tecnica costruttiva che prendeva piede solo in quegli anni) ispirirendosi ai modelli distributivi degli stabilimenti della casa automobilistica americana Ford ed anche ai principi del taylorismo, che aveva come obbiettivo principale la funzionalità produttiva.

 

LingottoIn base a questi principi le officine si sviluppavano su cinque piani sovrapposti, formate da sue lunghi corpi longitudinali, destinati alla produzione e all'assemblaggio delle automobili, di oltre cinquecento metri di lunghezza, uniti da cinque traverse multipiano, dedicate a servizi per il personale. Alle estremità dei due corpi lunghi furono realizzate due rampe elicoidali, permettendo alle automobili di raggiungere la sommità della fabbrica.

 

Le automobili cominciavano quindi a prendere forma ai piani inferiori e mano a mano che salivano di piano venivano completate fino ad essere testate sulla pista di collaudo parabolica posta sulla copertura della fabbrica. L'edificio è affiancata da una palazzina per ufficio, ancora oggi utilizzata a tale scopo, che completa l'immagine complessiva dello stabilimento attestandosi lungo l'asse di via Nizza.

 

Nel complesso i due edifici, oltre a celebrare i principi di razionalizzazione e pianificazione del lavoro, sono anche un monumento all'automobile ed all'automazione, esemplare è la pista di collaudo posta sulla sommità dell'edificio, uno stratagemma funzionale che stupisce ancora oggi per la sua visionarietà.Le facciate dei due edifici presentano poi alcuni elementi decorativi che preannunciano i temi del razionalismo italiano ma non tralasciano tuttavia l'esperienza liberty ed art deco degli edifici cittadini.

 

Dopo la dismissione della fabbrica nel 1982 venne incaricato l'architetto Renzo Piano, nel 1985, di occuparsi della rifunzionalizzazione dell'edificio di produzione realizzando una serie di attività terziarie e restituendo questo esempio di archeologia industriale alla città. Piano ha realizzato un nuovo spazio per eventi fieristici collegato all'edifico, un centro commerciale, un moderno auditorium ed uno spazio dedicato al cinema.

 

Ma sicuramente gli interventi più interessanti sono quelli realizzati sulla copertura dell'edificio, ideati in piena sintonia con la visionarietà modernista della pista parabolica. La bolla e lo scrigno della pinacoteca sono infatti realizzazioni imperniate di soluzioni tecnologiche raffinate in pieno accordo con il gusto quasi futuristico dell'impianto. La bolla, creata per ospitare meetings di una ventina di persone e collegata direttamente alla pista ai atterraggio degli elicotteri, è una struttura interamente realizzata in vetro e acciaio che sembra sospesa tra la pista di collaudo e le montagne che fanno da cornice all'orizzonte.

 

La pinacoteca è stato invece ideato come una sorta di scrigno che potesse contenere una sorta di tesoro artistico, caratterizzato da una copertura in lamelle trasparenti che convogliano la luce naturale verso l'interno permettendo di ammirare al meglio le opere presenti all'interno.Nel 1997 si sono poi insediati nella palazzina antistante lo stabilimento, recuperata dagli architetti Gabetti e Isola, gli uffici direzionali della FIAT, chiudendo il il processo di rivitalizzazione dell'intero complesso.    

 

Mercati Generali 

 

Mercati GeneraleIn corrispondenza del Lingotto ma dall'altro lato della ferrovia sorgono i cosiddetti ex-Mercati generali di Torino. Costruiti nel 1933 vennero impiantati in una zona considerata strategica, sia per la vicinanza alla dogana ed alla stazione di smistamento sia per l'impulso che dette all'espansione della città in direzione sud. Per l'opera fu bandito un concorso-appalto, e lo vinse l'impresa Del Duca e Miccone con un progetto di Umberto Cuzzi, giovane architetto fornito di vivace idee nuove e un'aggiornata cultura internazionale.

 

L'opera si inserisce interamente nelle linee del razionalismo internazionale, si affaccia sulla via Giordano Bruno con gli allungati corpi direzionali a due piani simmetrici rispetto all'ingresso segnato dalla torre dell'orologio. Internamente, le notevoli tettoie in calcestruzzo armato sono articolate in un sistema di gallerie parallele ad archi parabolici e sheds verticali, che svincola la struttura dagli schemi a moduli quadrati derivati dall'edilizia industriale, rendendo più funzionale e fruibile l'intero complesso.

 

L'edificio ormai ha perso la sua originaria funzione ed è stato oggetto di un progetto di rifunzionalizzazione in occasione dei giochi olimpici invernale del 2006. È stato costruito nel frattempo il ponte pedonale che oltrepassa la ferrovia e unisce direttamente il complesso con il centro commerciale del Lingotto. 

 

Impianti sportivi comunali 

 

Stadio ComunaleLa necessità di dotare la città di Torino di un moderno stadio e di impianti sportivi adeguati, in sostituzione del poco utilizzabile monumentale Stadium del 1911, si concretò nella realizzazione di un complesso di impianti sportivi che dovevano soddisfare le esigenze dello spettacolo di massa e la pratica sportiva, in particolare del calcio, dell'atletica e del nuoto.

 

Il complesso è quindi composto dallo stadio Comunale (oggi stadio Olimpico), dal campo di atletica e dalla piscina comunale coperta. La torre di Maratona (restyling della torre dell'acqua) svetta sugli impianti dominando la scena.

 

Il progetto dello stadio è di Raffaello Fagnoni è ed un'opera razionalista, di grande efficacia visiva e plastica nell'invaso ovale, denunciato dallo sbalzo e dai pilastri esterni sporgenti, al disopra dello zoccolo degli spogliatoi, illuminati dalle vetrate illuminate a shed.

 

Lo stadio ha ricoperto fino agli anii '80 una grande importanza a livello sportivo ospitando le partite delle due squadre di calcio locali, il Torino e la Juventus. Dal 1990 in poi è stato abbandonato a favore del più moderno e grande stadio delle Alpi. È nel 2006 che lo stadio recupera la vecchia funzione, ospitando prima la cerimonia di apertura dei giochi olimpici invernali e ricominciando ad ospitare gli incontri calcistici nazionali ed internazionali delle compagini torinesi. In questa occasione è stata realizzata una nuova copertura è tutto l'impianto è stato riqualificato.

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