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Abusano di una turista 17enne, ripresi dalle telecamere

Fabio Botto
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Le luci stroboscopiche, la musica a tutto volume. E forse qualche cocktail di troppo al bancone affollato del bar, tanto da alimentare ulteriormente la furia di almeno tre ragazzi che in una discoteca sulle rive del lago di Garda giovedì notte hanno deciso che quella ragazzina danese in vacanza sarebbe stata la loro preda. Che lei lo volesse o meno non avrebbe fatto differenza.

Il dramma si consuma a Manerba. È probabile che gli aggressori e la loro giovanissima vittima si fossero conosciuti proprio in discoteca. Lei, 17 anni appena, turista in vacanza con la famiglia in un camping poco lontano, che in quel locale ci era andata con il fratello più grande, che di anni ne ha 22, e il gruppo di almeno tre ragazzi (forse quattro), uno italiano e gli altri stranieri, che ormai all’alba di venerdì la avvicinano nel parcheggio della discoteca. È da chiarire se lì si siano incontrati e abbiano scambiato due chiacchiere dopo la serata, o se con una sorta di tranello ce l’abbiano portata. Poi l’hanno trascinata in un angolo appartato e buio, non curanti del fatto che, vicino a lei, ci fosse anche il fratello.

Stando al racconto della giovanissima vittima — che gli investigatori ritengono circostanziato e assolutamente credibile — i complimenti sono diventati avances sempre più insistenti e pesanti. Dalle parole i ragazzi passano rapidamente ai fatti: allungano le mani, la toccano ripetutamente, cercano di spogliarla nel tentativo di un approccio sessuale. Quando il fratello prova a intervenire per difenderla loro lo colpiscono con un pugno.

La ragazza prova a reagire: «Che cosa fate? Lasciatemi stare, non voglio». Ma ai suoi aggressori non importa: non si fermano. Terrorizzata, la giovane riesce comunque a divincolarsi. Non è chiaro se i suoi aguzzini tentino ancora di seguirla. Di sicuro in quel momento passa una pattuglia dei carabinieri che si trova in zona perché è in servizio per i controlli notturni nei tipici luoghi della movida giovanile gardesana. Sono gli stessi militari a notare quei ragazzi che scappano a gambe levate.

 

I carabinieri si avvicinato e a quel punto si accorgono della ragazzina rannicchiata e in lacrime in un angolo, con la testa bassa e le mani strette alla maglietta. «Portatemi a casa, per favore. Voglio soltanto andare a casa» implora la 17enne quando vede le divise. Malgrado sia in stato di choc riesce a raccontare quello che è successo nei minuti precedenti e, sempre secondo quanto riferito dagli inquirenti, rifiuta il ricovero in ospedale.

Formalizzata la denuncia, la Procura di Brescia ha aperto un fascicolo per violenza sessuale, per ora a carico di ignoti. Ma il cerchio attorno ai responsabili dell’abuso si sta stringendo rapidamente. Perché gli aggressori forse non si sono nemmeno accorti che vicino al locale di Manerba sono installate le telecamere di videosorveglianza: potrebbero essere stati ripresi. In ogni caso le immagini raccolte sono già all’esame degli inquirenti.

La vittima della tentata violenza intanto ha già fatto le valige ed è ripartita con la famiglia per tornare in Danimarca. Avrebbe dovuto essere una bellissima vacanza, spensierata e divertente, su quel lago che tanto amava. Invece ricorderà questo viaggio come un incubo.

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